p>Arbor Networks, azienda specializzata nelle soluzioni per il controllo della sicurezza delle reti mondiali, ha reso noti i dati del quarto rapporto annuale sulla sicurezza delle proprie infrastrutture informatiche mondiali.
I dati parlano di un aumento vertiginoso di eventi ostili contro le reti registrato nel corso dell’ultimo anno: si tratta degli attacchi DDos (Distributed Denial-of-service attack), attraverso i quali si cerca di portare il funzionamento di un sistema informatico al limite delle prestazioni, in modo da saturare le risorse del sistema stesso, che si ritrova a non essere più in grado di erogare il servizio fornito. Questo tipo di attacchi viene attuato con l’invio di molti pacchetti di richieste che rendono il sistema instabile, coinvolgendo nel problema qualsiasi sistema collegato a Internet e che fornisca servizi di rete basati sul TCP (Transmission Control Protocol).
I criminali informatici agiscono soprattutto sfruttando i computer infetti di utenti inconsapevoli, ovvero si affidano alle cosiddette botnet, costituite da più computer contagiati da virus, controllati a distanza dai cracker. Da remoto, i criminali intervengono sui PC in modo che questi si connettano tutti insieme a un nodo di rete, saturandolo.
Secondo i dati di Arbor Networks, relativi a circa 70 operatori delle reti IP di Nord America, Sud America, Europa e Asia, la pressione degli attacchi DDos è aumentata del doppio rispetto all’ultimo report: il traffico sarebbe passato da 24 Gbps a 42 Gbps. A subire gli attacchi dei cyber-criminali sono sia l’infrastruttura degli ISP, con particolare insistenza sui server DNS, sui router e sugli apparati VoIP e load balancer, sia le applicazioni web. Danny McPherson, chief security officer di Arbor Networks, ha sottolineato che gli attacchi a livello applicativo sono più difficili da rilevare rispetto agli attacchi di
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