p>Nella giornata di ieri l’Autorità Garante nelle Comunicazioni ha dato il primo via libera per l’aumento del canone Telecom per la telefonia fissa dei clienti residenziali, che dovrebbe scattare a partire dal primo febbraio 2009. L’incumbent aveva richiesto l’autorizzazione all’Agcom per aumentare il costo dell’abbonamento mensile da 12,4 euro a 13,4 euro, adducendo come motivazione il fatto che l’ultima manovra di adeguamento risale al 2002 e che da allora l’indice dei prezzi al consumo è salito del 14,6%.
Il parere favorevole espresso dall’Authority, però, non è ancora definitivo, in quanto l’organismo presieduto da Corrado Calabrò ha deciso di consultare le associazioni dei consumatori e di inviare una notifica a Bruxelles. Proprio le associazioni di consumatori hanno già reso nota la loro contrarietà all’aumento del canone Telecom e Altroconsumo, che guida la protesta, ha promosso una petizione on line che ha raccolto ad oggi circa 4 mila firme.
Agcom, dal canto suo, ha chiesto a Telecom due impegni precisi: l’aumento non deve riguardare gli utenti delle fasce più deboli che hanno diritto alla social card promossa dal Governo e per i quali anzi si dovrebbe prospettare uno sconto; l’incumbent deve investire per migliorare la qualità del servizio di rete fissa. Per quanto riguarda il primo impegno, non dovrebbero esserci problemi, in quanto la stessa Telecom nella richiesta presentata all’Agcom aveva esplicitato l’intenzione di non intervenire sulle fasce più deboli. In merito alla seconda istanza, invece, le associazioni dei consumatori hanno fatto notare l’assenza di un meccanismo diretto per legare l’aumento del canone al miglioramento della rete e di strumenti
|